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CONOSCERE PER PARTECIPAREL'Associazione di chi ama Ancona
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March 30 IL COMUNE E' DISPOSTO AD ACCETTARE LA SFIDA DEGLI IMBRATTATORI?Avevamo dichiarato la nostra soddisfazione per la pulizia delle barriere del Ponte della Ricostruzione effettuata da Anconambiente per conto del Comune una decina di giorni fa. Le barriere del Ponte della Ricostruzione sono rimaste pulite poco più di una settimana. Da qualche giorno gli imbrattatori (smettiamo di chiamarli Writers) hanno ricominciato la loro opera e la barriera è di nuovo in parte piena di scritte e scarabocchi vari. L’impegno ed il consumo di bombolette che gli imbrattatori stanno mettendo nella loro “opera” sul ponte della Ricostruzione è tale da rendere evidente che si tratta di una aperta sfida al Comune. Sarà il Comune in condizioni di accettare la sfida? Da parte nostra torniamo a chiedere un progetto preciso, ampio e duraturo che tenga conto che la città di Ancona nella lotta agli imbrattatori partirà comunque in forte ritardo rispetto ad altre città che hanno affrontato il problema nei decenni scorsi. Puliture estemporanee come quella effettuata sul Ponte della Ricostruzione non raggiungono lo scopo, anzi ci pare dimostrino a posteriori che gli imbrattatori ne vengono aizzati. Come abbiamo dettagliato nel
nostro progetto NO TAG portato all’attenzione degli Assessori competenti
nel marzo dello scorso anno, un progetto serio deve comprendere l’informazione,
la prevenzione e infine la repressione da un lato,la ripulitura ed un
controllo frequente dall’altro.
Gli imbrattatori non sono tanti,
saranno alcune decine. Volendo si possono individuare, isolare e, se
necessario, punire con una bella multa che consenta di non mettere i
costi di ripulitura a carico di tutti i cittadini, come è avvenuta
per il ponte della Ricostruzione (quattro giorni per due addetti più
il costo della macchina). La Polizia Municipale che, leggiamo, prossimamente
avrà anche un turno di notte, girando assiduamente nelle zone più
“sensibili” avrà sicuramente la possibilità di coglierli sul fatto. March 24 PEDONALIZZIAMO PARTE DELLA GALLERIA RISORGIMENTO!Da anni periodicamente torniamo sull’idea di rendere anche pedonabile la Galleria del Risorgimento, in modo da congiungere la prima con la seconda Ancona e contribuire alla riduzione del traffico veicolare. La nostra città è notoriamente una città difficile da gestire sotto l’aspetto della mobilità; in particolare è una città policentrica e che ha i “centri” in piano anziché in alto: Questi due fatti congiunti rendono tutto più complicato. Pensiamo a situazioni diverse, come Perugia, Osimo o Ascoli, dove raggiungere il centro dopo avere lasciato l’auto nei parcheggi in basso è, per conformazione delle tre città, molto più facile che da noi. Questo però non significa che non si possa tentare qualcosa per rendere più raggiungibile il centro e per diminuire il traffico delle auto. Oltre ai parcheggi scambiatori, più volte da noi chiesti e richiesti, una ulteriore possibilità sarebbe appunto la parziale pedonalizzazione della Galleria del Risorgimento, poche centinaia di metri che consentirebbero a chi abita al Piano di raggiungere il centro facilmente, e viceversa. Già ora molti avranno notato che c’è un certo traffico pedonale lungo i marciapiedi, estremamente pericoloso sia per la mancanza di protezioni che per la qualità dell’aria. Si tratterebbe di fare un percorso protetto , ad esempio in policarbonato, e fornito di idonea ventilazione. Ricordiamo che il progetto
originale della Galleria prevedeva una galleria parallela pedonale,
progetto purtroppo in seguito accantonato. La più moderna Galleria
San Martino purtroppo non prevedeva e non prevede niente di simile.
Dato che si stanno iniziando
i lavori in Galleria, perché non cogliere l’occasione per fare un
progetto preliminare di fattibilità di un percorso pedonale coperto
e protetto? March 14 OPERAZIONE PIAZZA PULITA AL PIA'Torna l’Operazione Piazza Pulita! La II Circoscrizione e l’Associazione Conoscere per Partecipare – Ancona hanno organizzato una pulizia speciale dei giardinetti di Piazza Ugo Bassi e di Corso Carlo Alberto: domenica 16 marzo dalle ore 9,30 alle ore 12.30….perché una città più pulita parte anche da noi. March 09 LA BIBLIOTECA COMUNALE BENINCASA CHIEDE AIUTO! La Biblioteca Comunale Benincasa di Ancona ha bisogno di aiuto: non solo parte del suo patrimonio è aggredito da muffe e umidità, ma più tragicamente è stata quasi dimenticata dalla città intera - prova ne è l'equivoco nato di recente sull'inaugurazione della fruizione pubblica della Libreria Privata della Famiglia Amatori presso il Palazzo Benincasa in via della Loggia. Che si tratti di un problema filologico? La biblioteca è intitolata a un Benincasa e forse i più si aspettano che essa stia a Palazzo Benincasa... La nostra Biblioteca Civica è nata alla fine del 1600 grazie al Marchese Luciano Benincasa quando decise di aprire la libreria di famiglia al pubblico; come tante esistenze anconetane, non fa eccezione: ha avuto fin da subito una vita difficile e ha "toccato" molti luoghi simbolici della città. Forse è l'unico caso di Biblioteca Civica "itinerante": nel '600 nasce nelle sale di Palazzo Benincasa, poi si sposta a Palazzo degli Anziani; nell'Ottocento prima la troviamo nel Palazzo del Liceo Classico e poi segue le sorti dell'Archivio e finisce nel Convento di San Francesco alle Scale. Infine con le distruzioni belliche degli alleati Inglesi, viene riedificata a Palazzo Mengoni-Ferretti in Piazza del Papa. Oggi è ancora lì, tra San Domenico e Clemente XII che polarizzano l'attenzione dei passanti molto più che l'austera facciata cinquecentesca di Palazzo Mengoni-Ferretti. La sua storia è la storia di Ancona, non solo per le sue vicissitudini, non solo per i personaggi che la frequentarono e che la arrichirono - Carlo Rinaldini - ma perché nei libri che "conserva" c'è tutta la memoria della città - anche di quel grosso pezzo che è andato distrutto tra bombardamenti e speculazioni edilizie. Siamo sicuri che sia una buona cosa confinarla in questo dimenticatoio? Siamo certi che Ancona non ha bisogno di curare tutti questi "libri vecchi"? L'Associazione Conoscere per Partecipare - Ancona per ora non da risposte: auspica che siano le autorità preposte a darle ad una pubblica opinione sensibile e attenta al problema. Ci limitiamo a contribuire che questa tematica venga conosciuta da più persone possibili. A seguire pubblichiamo una breve relazione sulla Biblioteca Comunale Benincasa e un reportage di fotografie sulle Cinquecentine e sul fondo dei 15mila - a cura di PGreco. Problematiche strutturali e funzionali della Biblioteca Comunale Benincasa e tentativi di risoluzione. a. La sede Si parla ormai da qualche anno di un progetto per ripristinare la sede nel ex-convento di San Francesco, tuttavia l’intenzione – che emerge durante i periodi preelettoriali – è tutt’oggi teorica e sembra comunque di aver perso di un reale interesse. Ciò che è certo e empirico è
l’insufficenza funzionale e di spazio dell’attuale sede e di conseguenza la
necessità, sempre più pressante, di
una nuova sede o adirittura della dicotomia dei servizi tra un’idea di public
library in un edificio nuovo e la funzione
di tutela e raccolta del patrimonio storico e di pregio in un edificio
prestigioso. b. Il fondo dei 15mila Tristemente denominato fondo dei 15mila, è una raccolta di 700 metri lineari composta da volumi di vario genere – di provenienza perlopiù conventuale – e di varie epoche – ‘500, ‘600, ‘700, ‘800 – dotato solo di alcune tracce inventariali. Il fondo presenta le tracce di incuria e degrado frutto anche del periodo sinistro della seconda guerra mondiale ed è ammassato senza criterio ai 2 livelli interrati. Interventi casuali ne hanno fatto emergere testi di indiscutibile pregio e rarità. Si prospetta a breve un intervento di recupero del fondo a partire da operazioni di: riaccorpamento fisico, riordinamento, battitura e spolveratura, disinfestazione, riscontro inventariale, inventariazione, catalogazione, collocazione visibile al pubblico. In concomitanza con ciò, esiste anche l’intenzione di attivare un
laboratorio permanente per il restauro del libro antico, visibile al
pubblico. c. Le Cinquecentine. Allorché la biblioteca fu riallestita nell’attuale sede, gli esemplari delle
edizioni italiane e straniere del cinquecento, furono tolti alle raccolte delle
provenienze spettanti , e disposte in un’unica sala su scaffalatura metallica.
Con l’andare del tempo la sala ha
rilevato forti infiltrazioni di umidità alle pareti e condizioni di microclima
inidonei. Si rende necessario vuotare il locale, trovare alle 3000
cinquecentine un’altra sede di raccolta che le renda visibili al pubblico,
intervenire sulle strutture murarie dell’attuale sede, destinandola ad altri
scopi, catalogare in SEBINA libro antico anche le straniere, effettuare alcuni
interventi di restauro conservativo e di fissaggio di legature. d. Riqualificazione dell’ Emeroteca e strumentazione tecnologica. La Benincasa dispone della raccolta di testate quotidiane più consistente della regione. Ad essa si affianca, interamente acquisita in digitale, una rassegna tematica delle cronache locali della stampa quotidiana dal 1945 ad oggi. Si avverte l’assoluta necessità che tale preziosa fonte documentale venga resa disponibile tramite una adeguata dotazione di PC in rete a favore dell’utenza. Si prospetta la possibilità di esternare il servizio in una sede ad oc posizionata in una zona più favorevole alla frequentazione. Attualmente gli utenti hanno a disposizione per ricerche bibliografico su
OPAC un’unica postazione elettronica, è quindi urgente l’acquisizione di nuove
strumentazioni tecnologiche. e. La Biblioteca dei Ragazzi E’ attiva all’interno della sede centrale fin dalla sua istituzione, ha raggiunto un orario a tempo pieno solo a metà degli anni novanta e ne è stato reso più agevole l’accesso solo a partire dal 2001. L’offerta didattica proposta è apprezzata da tutto il circuito scolastico di base, la frequentazione da parte delle scolaresche della rete comunale è pressoché quotidiano, ciò comporta un intensivo sfruttamento delle risorse e degli spazi che dovrebbe indurre ad un potenziamento e ad un ampliamento delle risorse e delle infrastrutture già in essere. E’ collocata in un mezzanino che necessita di prove di carico e di ripavimentazione. Si mette in evidenza l’ulteriore sviluppo dell’arredo ergonomico più consono ad ospitare le esigenze del piccolo pubblico. Non dispiacerebbe poi un ulteriore sviluppo dei servizi tecnologici e multimediali – audio, video, ecc. In attigui locali da ristrutturare, si potrebbero trovare le condizioni minime per una gestione sufficiente del servizio. La migliore soluzione – anche in prospettiva dell’ipotesi di una struttura separata per la biblioteca di attualità – sarebbe quella della ricollocazione ex novo. Nonostante ci siano condizioni di
osmosi fra la biblioteca dei ragazzi e quella degli adulti, va del tutto
sviluppata l’integrazione dei rapporti tra le due strutture. f. La Biblionastroteca Il servizio è stato attivato nel 1992, ha una sua propria cabina di registrazione insonorizzata, ed è dotato di un bacino di utenza di portata sovracomunale: di fatto è forse per patrimonio una delle strutture più grosse della Regione, anche considerando la vicinanza strategica del primo museo italiano per non vedenti e ipovedenti – Museo Tattile Omero. I limiti della struttura consistono in una scarsa dotazione finanziaria e di personale. Ma occorre anche urgentemente intervenire sul patrimonio, in quanto
costituito per la quasi totalità di audiocassette su nastro; si renderebbe
necessario esaminare la qualità della persistenza dei supporti, operare degli
scarti e riversare il patrimonio ritenuto utile su supporto CD-Rom o MP3. g. Il riallineamento qualitativo. Nel complesso la strumentazione in dotazione, pur essendo servita ad un esercizio modesto ma dignitoso è da ritenersi artigianale rispetto a quella di strutture regionali deputate al medesimo scopo; è mancato in Ancona l’esercizio di una volontà di potenziamento e di rinnovo dei servizi, sia per gli utenti più giovani sia per gli adulti. La linea della biblioteca va portata il prima possibile al passo con gli standard qualitativi e di fruibilità europei. Le maggiore necessità sono costituite da:
h. Le decentrate. Il comune di Ancona ha attivate due sezioni di decentrate, e quasi per ogni quartiere un centro di lettura gestito a vario titolo e con orari stravaganti, rivolti ad un pubblico di studenti e di pensionati, tuttavia non si dispone di una vera e propria rete di decentrate, cosa che, considerando la difficile morfologia e la superficie abnorme della città contemporanea, sarebbe molto indicato sviluppare sincronicamente ad un polo bibliografico unico – OPAC comunale. Vicende gestionali, legate a questioni del personale, fanno sì che le due
strutture decentrate pertinenti al servizio biblioteche operino in condizioni
di scoordinamento: la più recente, pur disponendo di poco spazio utile agli
incrementi, sviluppa una politica degli acquisti ed è in rete, la più vecchia
di origine, oltre ad non essere dotata di personale organico, non ha risorse
finanziarie proprie, non è informatizzata, necessita oltretutto di opera
complessiva di revisione delle proprie raccolte. i. Eventi. La biblioteca Benincasa, in quanto ente culturale, attiva ogni anno alcuni eventi di rilevo e di importanza, nonostante essi passino pressoché inosservati al grande pubblico. Tra questi, c’è l’iniziativa, forse tra le più precoci del territorio
nazionale, di portare il servizio prestito in spiaggia per il periodo di
Luglio. L’iniziativa, denominata Libri
da Mare, è attiva dal 1995 e ogni hanno ha visto, oltre al pubblico di
affezionati, un ulteriore incremento dei prestiti al quale spesso si
accompagnano delle richieste di reference.
Verrebbe da dire che ciò basterebbe a giustificare un potenziamento e
una stabilizzazione strutturale. March 04 BIBLIOTECA COMUNALE: VANTO O VERGOGNA?La Biblioteca Comunale Benincasa vive una situazione di crisi e degrado. Una biblioteca in salute avrebbe due ruoli principali da perseguire: la fruizione e la conservazione del suo patrimonio librario. Attualmente la Biblioteca Benincasa svolge invece queste due funzioni in maniera discontinua e insufficiente e le cause di ciò sono molteplici. Sul versante della fruibilità, si rilevano la decurtazione del 50% dei posti studio da oltre due anni, notevoli problemi di mobilità per diversamente abili causati delle barriere architettoniche e dell'assoluta mancanza di idonea segnaletica, la carenza di personale, l'interdizione della consultazione in loco dei cataloghi elettronici OPAC da oltre 6 mesi, e l'assenza di un sito internet. Riguardo alla conservazione, del resto la situazione non può dirsi purtroppo migliore, dato che la tutela dei fondi antichi è inefficace ed inadeguata alla mole del ricco patrimonio librario: se per i volumi più rari - quelli del fondo rarissimi marchigiani - sono infatti assicurati gli standard minimi di tutela, per alcuni fondi antichi, tra i quali quello dei libri del sec. XVI, muffe e umidità ne minano l'incolumità. A peggiorare notevolmente il quadro c'è la nefasta prospettiva di vedere la direzione vacante per un periodo indefinito, dato che l'attuale Direttore sta concludendo il proprio mandato e l'Amministrazione non ne ha ancora formalizzato l'avvicendamento. Ancona, che mai come oggi ambisce a dimostrare di meritarsi il suo ruolo di capoluogo delle Marche, non può allora permettersi di lasciare allo sbando il patrimonio ormai plurisecolare della propria Biblioteca Comunale, che oltre a dar lustro alla città, vanta una collezione di rilievo regionale. Il Coordinamento
chiede pertanto all'Amministrazione Comunale di assumersi pubblicamente
un impegno preciso al fine di risolvere questa situazione indecorosa
e di assicurare un'adeguata copertura finanziaria per portarlo a termine. Coordinamento delle Associazioni per la Tutela del Patrimonio e per l'Ambiente February 18 OPERAZIONE PIAZZA CAPPELLI PULITA!
Si è svolta ieri la quarta giornata “Operazione Piazza Pulita”, organizzata da Conoscere per Partecipare – Ancona e dalla I Circoscrizione, con l’apporto di Anconambiente per il materiale. Dopo piazza Diaz, Lungomare Vanvitelli-Nautico e piazza Pertini, questa volta l’operazione di pulizia si è svolta in Piazza Cappelli, zona che, pur essendo in pieno centro, è ancora abbastanza degradata. Durante l’operazione sono stati esposti i cartelli della campagna promossa dal Comune “Ancona è casa tua, lo faresti?”, cartelli dove, con immagini scioccanti, si cerca di sensibilizzare la cittadinanza per una città più pulita e decorosa. Hanno partecipato, per la Circoscrizione il presidente, Fiorello Gramillano ed i consiglieri Susanna Dini e Daniele Costantino; per l’associazione: il portavoce Giancarlo del Guerra, e gli associati Lucia Trucchia, Fabrizio Berni, Renzo Evangelista, Emilio Mariani, Paolo Mariani, Paolo Forotti. Ha anche partecipato, spazzando per un paio d’ore e senza segnali di cedimento, Ivo Mariani, 88 anni portati benissimo: cosi si dimostra che l’attenzione a pulizia e decoro, oltre che fare bene a tutti, fa vivere più a lungo e meglio!
OPERAZIONE PIAZZA PULITA: CON NOI SCOPI FINO A 90 ANNI!
La prossima volta forse ci spostiamo al Piano…rimanete sintonizzati!
February 16 OPERAZIONE PIAZZA CAPPELLI PULITA!
Nell'ambito della campagna "Ancona è casa tua" domenica 17 febbraio 2008, dalle ore 10, la 1^ circoscrizone e l'associazione Conoscere per Partecipare - Ancona, organizzano la pulizia straordinaria nella zona di Piazza Cappelli Arrivata alla quarta giornata, "l'operazione Piazza Pulita", organizzata dalla 1^ circoscrizione e dall'associazione "Conoscere per Partecipare, quest'anno si sposta nella zona di Piazza Cappelli. February 14 IL RECUPERO CHE VORREMMO PER PIAZZA CAVOUR![]() In linea di massima ci sembra che il progetto presentato dall’Amministrazione rispetti le caratteristiche storico-architettoniche della piazza/giardino ottocentesca, ma riteniamo opportune alcune precisazioni. Suggeriremmo intanto di riflettere bene sulla scelta di mettere gli alberi intorno alla statua di Cavour. Seppure la visuale da mare a mare restasse libera, ci sembra che un gruppo di alberi inciderebbe negativamente sull’imponenza e la centralità della statua. Anche sulla galleria in ferro e vetro nutriamo qualche dubbio in quanto, oltreché di notevole impatto visivo e probabilmente futuro bersaglio di vandalismi di ogni genere, costituirebbe un ostacolo alla circolazione pedonale, limitando fortemente la fruizione delle aiuole verso piazza XXIV Maggio, oggi già ingiustamente marginalizzate. La galleria, ancorché elegante, non ci sembra peraltro essenziale neanche per l’attività di vendita dei libri, già tradizionalmente presente nella piazza e da sempre condotta utilizzando strutture mobili. Di queste ultime, invece, auspichiamo una sistemazione esteticamente decorosa e consona alla Piazza. Per quanto concerne la pavimentazione, siamo convinti che si debba assolutamente insistere sul mantenimento del ghiaino, per motivi di continuità storica e di maggior permeabilità. Riteniamo utile l’eventuale utilizzo di ghiaino lavato, e consideriamo fondamentale la regolarità della manutenzione dello stesso assieme a quella del verde circostante. Chiediamo poi che venga effettuato un attento recupero degli arredi, mantenendo tutti gli originali attualmente presenti ed aggiungendo nuove unità esteticamente compatibili con l’esistente. Un particolare riferimento va all’importanza di mantenere le storiche panchine in marmo e in ghisa, come del resto già previsto dal progetto. In conclusione, ci sembra essenziale la conferma della primigena funzione di Piazza Cavour: una piazza-giardino, luogo di incontro, passeggio e sosta, nel tempo divenuta anche parte della passeggiata da mare a mare che si estende lungo Corso Garibaldi e il Viale. Siamo invece contrari a tutti gli altri utilizzi impropri nel tempo attribuiti, che hanno decisamente contribuito al degrado dell’immagine della Piazza, nonché a quello fisico delle strutture e degli arredi. Per certi tipi di manifestazioni ed eventi esistono infatti nella città di Ancona spazi più consoni, sia in centro, sia nella vicina periferia. Avanziamo infine la proposta di recuperare le fondamenta ed i resti dell’ottocentesca Porta Cavour e delle adiacenti mura di cinta, evidenzandone in modo appropriato strutture e connotati, riportando così in primo piano un evento urbanistico strettamente collegato a rilevanti fatti storici ed imprimendo una spinta alla fruizione delle aiuole verso Piazza XXIV Maggio, dove giace dimenticato, fra l’altro, anche il busto di Luigi Albertini. Coordinamento delle Associazioni per la Tutela del Patrimonio e per l’Ambiente January 14 OPERAZIONE MOSAICI APERTI: 230 VISITATORI!Un simile risultato non ce lo aspettavamo: 230 persone hanno visitato Santa Maria della Piazza e i suoi mosaici Paleocristiani; in circa tre ore di apertura - dalle 9 alle 12 - sono stati formati circa 20 gruppi…e noi volontari di Conoscere per Partecipare – Ancona eravamo solo in 13…numero fortunato è proprio il caso di dire! Visitatori arrivati non solo da Ancona, ma anche da Falconara, Montecarotto, Jesi, Bologna e Pisa, a testimoniare l’affetto e l’interesse per questa nostra città. La prima visitatrice è giunta alle 9 meno 10 e pazientemente ha aspettato che si formasse il primo gruppo di visita, ma non è stato un comportamento anomalo e isolato: in tutta la mattinata le persone venute a trovarci hanno dimostrato grande serietà, educazione e compostezza, anche di fronte ad attese di oltre 30 minuti. Il ringraziamento più grande va proprio a loro: al pubblico che con una partecipazione sana e rispettosa ha contribuito al pieno successo della nostra iniziativa. L’apertura eccezionale dei mosaici, non visitabili da molto tempo, è avvenuta grazie alla disponibilità di Don Alberto Pianosi, al quale va il nostro più sentito ringraziamento. Che emozione ascoltare dal vivo la storia di Santa Maria della Piazza e le spiegazioni dei lavori di restauro dalla viva voce della dottoressa Luisa Polichetti: siamo convinti che la sua presenza ha donato all’iniziativa un tocco di irripetibile lucentezza: grazie sentitamente anche a Lei! E poi grazie alla Protezione Civile per averci aiutato nella logistica prestandoci quei caschi gialli che hanno dato un tono assai “avventuroso” alle visite… …E ora che cosa resta da dire? Bé il nostro pubblico ci ha
chiesto un bis…chissà che non si riesca presto a riaprirlo questo Libro di Pietra che è Santa Maria della Piazza... Rimanete sintonizzati. January 11 OPERAZIONE MOSAICI APERTI: SANTA MARIA DELLA PIAZZA E LA SUA STORIAVI ASPETTIAMO DOMENICA 13 GENNAIO DALLE ORE 9 ALLE ORE 12 PER LE VISITE GUIDATE AI MOSAICI PALEOCRISTIANI DI SANTA MARIA DELLA PIAZZA.
L’area su cui sorge l’attuale Santa Maria della Piazza anticamente doveva essere una zona paludosa – da cui il nome Santa Maria del Canneto -, che rimase abbandonata per circa 2 secoli, poiché situata fuori le mura e quindi alla mercé dei nemici. In tale stato rimase appunto sino all’XI e XII sec. d.C., quando per garantire la sicurezza da sbarchi saraceni furono costruite delle torri lungo il litorale e una di queste divenne il campanile della chiesa, il quale, a dimostrare quanto sopra affermato, conserva ancora oggi le feritoie che permettevano la sorveglianza. La chiesa pertanto sarebbe stata ricavata da resti di un punto fortificato composto dalla menzionata torre e da un recinto: le sue fondazioni, di tipo a pozzo, in un terreno in un certo senso costipato, anche se in presenza di macerie testimoniano che il periodo intercorso tra una costruzione e l’altra non fu breve. Fin dall’origine la chiesa ebbe tre navate, ma di altezza inferiore a quelle oggi visibili e non denunciate all’esterno perché celate dalla facciata a capanna: questa, secondo Vincenzo Pirani era in pietra faccia a vista e scandita da contrafforti, con al centro il portale arricchito dalle sculture di Mastro Leonardo, al quale si potrebbe assegnare la paternità della fabbrica. Non era presente una cripta in quanto non doveva contenere le spoglie di un Santo. Gli archi ogivali sono dovuti a rimaneggiamenti di periodo gotico durante il quale la chiesa subì un allungamento con l’aggiunta di un transetto e di un’abside. Questo lavoro, che porta la data del 12 Aprile 1223, attribuito da Vincenzo Pirani a Mastro Filippo, gode di un benefattore: Andrea da Eristopoli, sulla cui lapide situata in un pilastro a lato dell’abside venne incisa la data di inizio dei lavori “hoc opus inceptu(m)/ fuit sub annis domini/MCCXXIII indicio/ne XI die XII m(ensis) april(i)s”. La sopraelevazione della pavimentazione grazie alla quale la chiesa assunse l’attuale configurazione è successiva e potrebbe portare la medesima data dell’allungamento della Chiesa (1223). Quanto afferma il Pirani è ancor oggi visibile: si tratta di un coronamento ad archetti che è presente sulla navata sinistra e la traccia della fascia a lesene che indicava la quota del colmo del tetto. Nel 1210 Mastro Filippo lavorò alla facciata eseguendo quattro ordini di arcatelle cieche; il motivo che portò alla decorazione del portale è probabilmente dovuto al fatto che si voleva qualificare l’area antistante la Chiesa in quanto luogo deputato per la cerimonia dell’insediamento del Podestà eletto; cerimonia che si ripeteva ogni sei mesi. Afferma il Pirani che il rito dell’investitura del podestà, avveniva davanti alla chiesa, stando tutti a cavallo. La presenza del mercato settimanale cambierà il nome alla Chiesa che venne rinominata Santa Maria del Mercato perdendo così quello di Santa Maria del Canneto. Questo titolo le rimase sino alla fine del ‘4OO quando anche il mercato venne trasferito altrove. La facciata – in pietra bianca del Conero - è suddivisa in tre zone separate da cornici orizzontali scolpite; la prima cornice corre all’altezza della lunetta del portale ed è ricca di animali reali e fantastici, tra cui uccelli, glifi, tori alati e sirene. La seconda modanatura a racemi vegetali delimita il primo ordine della facciata e prosegue lungo gli spioventi delle navate laterali, riproponendo bestie alate: tori, glifi e leoni. La parte superiore è rivestita da lastre di marmo chiuse tra loggette cieche; il tutto impreziosito da rilievi fogliati. Alcune di queste lastre marmoree sono di riutilizzo:centro di questa troviamo due leopardi – o leoni - che rappresenterebbero l’antico stemma del Comune di Ancona. La parte inferiore della facciata è in conci di pietra ed è scandita da colonne e semicolonne. Nel prospetto si notano marmi incastrati, come la figura dell’0rante, di plastica bizantina appartenete al XII sec “I soggetti dei bassorilievi hanno sia motivi geometrici che animali o vegetali, di impostazione bizantina: come il pavone, la Vergine orante al centro della facciata e la Protome d’Angelo, collocata alla sua sinistra come a costituire il gruppo della Annunciazione.”1 Il portale è formato da quattro strombi; più internamente ritroviamo le colonnine anellate presenti già in facciata: c’è la cornice a palmette e un fregio a girali vegetali. Internamente tra i rami sono presenti minuscole figure di leoni, pavoni guerrieri e anche un insolito elefante. Sull’architrave del portale d’ingresso è ancora leggibile questa iscrizione sebbene la pietra sia rovinata “Ad matrem Christi que templo presidet isti / qui legis ingredere (v)enia(m) q(ue) precando merere/ cum bis centenus (cl)ausisset tempora denus /annus millenus (f)loreret I(nnocentius) papa serenus/ imperiiq(ue) decus p(ri)nceps otto sumeret equus / hec Philippe pie decorasti templa Marie”. La traduzione dovuta al Pirani è la seguente: Alla Madre di Cristo cui è dedicato questo tempio / tu che leggi entra e meritati il perdono con la preghiera / Quando si concluse il tempo due volte centenario e decimo / dell’anno Millenario, vivendo serenamente papa Innocenzo / ed avendo l’impero il giusto principe Ottone, (tu) o pio Filippo, abbellisti questo tempio di Maria. Come si può notare non è presente la data 1210, ma tutti gli studiosi sono d’accordo nel datarla così, poiché il papa Innocenzo III pontificò dal 1198 al 1216, mentre Ottone III regnò dal 1209 al 1218 e fu da questi scomunicato proprio nel 1210 dopo una serie di contrasti. Una seconda iscrizione la troviamo sul listello della mensola e recita così “sculpit P(h)lipp(us) q(ui) (h)u(i)us operis fu(it) magister ope / p(er)fec.../ te(mpore) I(nnocenti) p(apae ? ) m (aximi) / B(e)n(edictio) D(omini) / s(uper) a(nimam) s(uam).” Il tutto è di difficile lettura per lo stato di cattivo mantenimento della pietra. Nel trascorrere dei secoli la torre di avvistamento già citata all’inizio, si era trasformata in torre campanaria; ed è proprio questa che tra la notte del 22 e 23 dicembre del 1690, a seguito di un sisma, crollò, investendo la parte superiore della facciata. Si può ancor oggi notare la ricostruzione – curata dall’architetto Daretti - della cornice superiore, dove ci sono i due leoni; infatti è possibile vedere la sua ricomposizione mediante integrazioni con pezzi non originali. La ricostruzione della parte travolta
dal campanile e il campanile stesso, avvenne mediante l’uso di mattoni che sono nettamente discordanti con la bianca
pietra del Conero della parte sottostante; inoltre il probabile rosone venne sostituito
con una finestra rettangolare. Foto a cura di RenzOzneR.
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