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CONOSCERE PER PARTECIPARE

L'Associazione di chi ama Ancona

Per pubblicare i vostri interventi : conoscereperpartecipare@hotmail.it

  • January 16 11:21 AM
    Ciao Paolo,
    ti/vi rinnovo i complimenti per l'operazione mosaici aperti. E' stata una visita affascinante, ben organizzata ed impreziosita dagli interventi illuminanti della Dottoressa Polichetti. Ma anche voi dell'associazione ci avete preparato al meglio rendendo disponibile sul blog le informazioni storiche sulla Chiesa ed i mosaici Paleocristiani già diversi giorni prima dell'evento. Un'iniziativa davvero ben fatta!
    Siamo pronti per le repliche...
    P.N.

  • Associazione CONOSCERE PER PARTE
    November 13 8:52 PM
    Ho letto l'informativa sul percorso Scataglini e la condivido.
    Il blog mi piace, ben scritto e ben presentato anche se forse è un po' compassato.

    Ho il permesso per parcheggiare nella spina dei corsi, ma da quando c'è la zona pedonale
    non sono mai riuscito, durante il giorno, a sostarvi con la mia auto.
    Per farlo devo arrivare in via Veneto.
    Avete altri pareri sul rapporto dei residenti in centro con il posto auto, mai interessati?
    Saluti e complimenti per l'iniziativa,
    Riccardo

  • August 31 10:11 PM
    ...ebbene si.
    Non sono servite a nulla le oltre 60 osservazioni presentate da cittadini e associazioni (tutte respinte dal Comune di Numana, non si sa con quale motivazione però!), oltre ai comunicati stampa e ai diversi interventi registrati in questi ultimi mesi.
    L'area denominata "Lido Azzurro", situata nella piana del fiume Musone, all'interno del Parco naturale regionale del Conero, si trasformerà in cemento e asfalto per 180 alloggi e 40.000 m3 di urbanizzazione complessiva.
     
    Nell'articolo apparso sul Corriere Adriatico del 29 agosto (pag. IV, cronaca d Ancona/Riviera del Conero) si legge che i lavori partiranno da subito.... con quali cautele per piante e animali non è dato di sapere (... e quando arrivano le ruspe, che tipo di "cautele" si possono prendere?!?).
    Le zone umide saranno interrate, le vecchie strutture in cemento (divenute oramai veri e propri stagni artificiali) saranno distrutte e chissà quanti piccoli animali saranno uccisi nel corso dei lavori ....nonostante avessimo scritto di eseguire gli interventi nel periodo di latenza invernale e comunque facendo attenzione agli animali eventualmente presenti nel sito.
     
    Siccome si andranno a danneggiare specie tutelate da normative comunitarie "senza se e senza ma", questa volta una bella denuncia all'Unione Europea (che anche i "semplici" cittadini possono presentare nel caso di presunte violazioni del diritto comunitario!) ci sta tutta e nei prossimi giorni provvederò ad inviarla agli uffici competenti.
    Speriamo venga accolta e che arrivi una bella procedura d'infrazione!!!
    Saluti amari
     
    David Fiacchini
    Ostra Vetere (AN)
  • June 21 10:30 AM

    Caro Paolo, il postino mi ha portato or ora una tua lettera  che sto decifrando, a parte gli scherzi, gli ho dato anche la mancia.

    Ma arrivando al sodo io suggerirei di cercare tra noi volontari che si diano ad ideare con scrupolosa informazione  e collaborazione come e in che forma vogliamo apparire dentro; quindi uno spazio pubblico formato dall’idea che si fanno i nostri lettori ed uno spazio privato dove viaggiano le nostre regole tra noi.

    Bisognerebbe idearlo bene, quindi i volontari si muovino; inoltre è importante sin dall’inizio seguire la logica della  corretta archiviazione, allora chi vuol pensare all’archivio, penso sia necessario crearlo con una ricerca del documento simile a quello di  una biblioteca  E’ ovvio che questo tipo di partenza è molto veloce con miriadi di canali che sorgono e tramontano in brevi attimi di tempo ma per vincere bisogno partire a tutta birra ed avere una sola idea tagliare il traguardo prima degli altri.

      A me picerebbe collaborare per la parte “foto digitali”, dalla preparazione mentale alla preparazione del necessario, dlle prove e al debutto e relativa immagine.

    Ciao adesso ho da fare, ti saluto, più tardi vado avedere il blog.

       Renzo.   

  • June 19 4:42 PM
    Vorrei solo ricordare a chi chiede a Schiavoni di andare a casa che per insultare la presidenza dell'Ancona basta e avanza il muro del pianto dove immagino si pianga soprattutto per la salvezza della squadra che ha impedito di poter sfogare le proprie frustrazioni sportive sugli Schiavoni.
     
    P.S. qui si parla di Ancona, non dell'Ancona.
  • June 19 4:37 PM
    Molto bene!!!!!! le foto che passano sono magnifiche, solo io avrei tenuto il motto Ankon dorica civitas fidei.
    ma ancora non scrive nessuno. Sveja!!!!!
     
    p.s. Schiavoni a casa.
March 30

IL COMUNE E' DISPOSTO AD ACCETTARE LA SFIDA DEGLI IMBRATTATORI?

Avevamo dichiarato la nostra soddisfazione per la pulizia delle barriere del Ponte della Ricostruzione effettuata da Anconambiente per conto del Comune una decina di giorni fa.

Le barriere del Ponte della Ricostruzione sono rimaste pulite poco più di una settimana. Da qualche giorno gli imbrattatori (smettiamo di chiamarli Writers) hanno ricominciato la loro opera  e la barriera è di nuovo in parte piena di scritte e scarabocchi vari.

L’impegno ed il consumo di bombolette che gli imbrattatori stanno mettendo nella loro “opera” sul ponte della Ricostruzione è tale da rendere evidente che si tratta di una aperta sfida al Comune.

Sarà il Comune in condizioni di accettare la sfida?

Da parte nostra torniamo a chiedere un progetto preciso, ampio e duraturo che tenga conto che la città di Ancona nella lotta agli imbrattatori partirà comunque in forte ritardo rispetto ad altre città che hanno affrontato il problema nei decenni scorsi. Puliture estemporanee come quella effettuata sul Ponte della Ricostruzione non raggiungono lo scopo, anzi ci pare dimostrino a posteriori che gli imbrattatori ne vengono aizzati.

Come abbiamo dettagliato nel nostro progetto NO TAG portato all’attenzione degli Assessori competenti nel marzo dello scorso anno, un progetto serio deve comprendere l’informazione, la prevenzione e infine la repressione da un lato,la ripulitura ed un controllo frequente dall’altro. Gli imbrattatori non sono tanti, saranno alcune decine. Volendo si possono individuare, isolare e, se necessario, punire con una bella multa che consenta di non mettere i costi di ripulitura a carico di tutti i cittadini, come è avvenuta per il ponte della Ricostruzione (quattro giorni per due addetti più il costo della macchina). La Polizia Municipale che, leggiamo, prossimamente avrà anche un turno di notte, girando assiduamente nelle zone più “sensibili” avrà sicuramente la possibilità di coglierli sul fatto.

March 24

PEDONALIZZIAMO PARTE DELLA GALLERIA RISORGIMENTO!

Da anni periodicamente torniamo sull’idea di rendere anche pedonabile la Galleria del Risorgimento, in modo da congiungere la prima con la seconda Ancona e contribuire alla riduzione del traffico veicolare. La nostra città è notoriamente una città difficile da gestire sotto l’aspetto della mobilità; in particolare è una città policentrica e che ha i “centri” in piano anziché in alto: Questi due fatti congiunti rendono tutto più complicato. Pensiamo a situazioni diverse, come Perugia, Osimo o Ascoli, dove raggiungere il centro dopo avere lasciato l’auto nei parcheggi in basso è, per conformazione delle tre città, molto più facile che da noi.

Questo però non significa che non si possa tentare qualcosa per rendere più raggiungibile il centro e per diminuire il traffico delle auto. Oltre ai parcheggi scambiatori, più volte da noi chiesti e richiesti, una ulteriore possibilità sarebbe appunto la parziale pedonalizzazione della Galleria del Risorgimento, poche centinaia di metri che consentirebbero a chi abita al Piano di raggiungere il centro facilmente, e viceversa.

Già ora molti avranno notato che c’è un certo traffico pedonale lungo i marciapiedi, estremamente pericoloso sia per la mancanza di protezioni che per la qualità dell’aria. Si tratterebbe di fare un percorso protetto , ad esempio in policarbonato, e fornito di idonea ventilazione.

Ricordiamo che il progetto originale della Galleria prevedeva una galleria parallela pedonale, progetto purtroppo in seguito accantonato. La più moderna Galleria San Martino purtroppo non prevedeva e non prevede niente di simile. Dato che si stanno iniziando i lavori in Galleria, perché non cogliere l’occasione per fare un progetto preliminare di fattibilità di un percorso pedonale coperto e protetto?

March 14

OPERAZIONE PIAZZA PULITA AL PIA'

Torna l’Operazione Piazza Pulita!

La II Circoscrizione e l’Associazione Conoscere per Partecipare – Ancona hanno organizzato una pulizia speciale dei giardinetti di Piazza Ugo Bassi e di Corso Carlo Alberto: domenica 16 marzo dalle ore 9,30 alle ore 12.30….perché una città più pulita parte anche da noi.

March 09

LA BIBLIOTECA COMUNALE BENINCASA CHIEDE AIUTO!

La Biblioteca Comunale Benincasa di Ancona ha bisogno di aiuto: non solo parte del suo patrimonio è aggredito da muffe e umidità, ma più tragicamente è stata quasi dimenticata dalla città intera - prova ne è l'equivoco nato di recente sull'inaugurazione della fruizione pubblica della Libreria Privata della Famiglia Amatori presso il Palazzo Benincasa in via della Loggia.

Che si tratti di un problema filologico? La biblioteca è intitolata a un Benincasa e forse i più si aspettano che essa stia a Palazzo Benincasa...

La nostra Biblioteca Civica è nata alla fine del 1600 grazie al Marchese Luciano Benincasa quando decise di aprire la libreria di famiglia al pubblico; come tante esistenze anconetane, non fa eccezione: ha avuto fin da subito una vita difficile e ha "toccato" molti luoghi simbolici della città. Forse è l'unico caso di Biblioteca Civica "itinerante": nel '600 nasce nelle sale di Palazzo Benincasa, poi si sposta a Palazzo degli Anziani; nell'Ottocento prima la troviamo nel Palazzo del Liceo Classico e poi segue le sorti dell'Archivio e finisce nel Convento di San Francesco alle Scale. Infine con le distruzioni belliche degli alleati Inglesi, viene riedificata a Palazzo Mengoni-Ferretti in Piazza del Papa.

Oggi è ancora lì, tra San Domenico e Clemente XII che polarizzano l'attenzione dei passanti molto più che l'austera facciata cinquecentesca di Palazzo Mengoni-Ferretti.

La sua storia è la storia di Ancona, non solo per le sue vicissitudini, non solo per i personaggi che la frequentarono e che la arrichirono - Carlo Rinaldini - ma perché nei libri che "conserva" c'è tutta la memoria della città - anche di quel grosso pezzo che è andato distrutto tra bombardamenti e speculazioni edilizie.

Siamo sicuri che sia una buona cosa confinarla in questo dimenticatoio? Siamo certi che Ancona non ha bisogno di curare tutti questi "libri vecchi"?

L'Associazione Conoscere per Partecipare - Ancona per ora non da risposte: auspica che siano le autorità preposte a darle ad una pubblica opinione sensibile e attenta al problema. Ci limitiamo a contribuire che questa tematica venga conosciuta da più persone possibili.

A seguire pubblichiamo una breve relazione sulla Biblioteca Comunale Benincasa e un reportage di fotografie sulle Cinquecentine e sul fondo dei 15mila - a cura di PGreco.




Problematiche strutturali e funzionali della Biblioteca Comunale Benincasa e tentativi di risoluzione.

a. La sede 

Si parla ormai da qualche anno di un progetto per ripristinare la sede nel ex-convento di San Francesco, tuttavia l’intenzione – che emerge durante i periodi preelettoriali – è tutt’oggi teorica e sembra comunque di aver perso di un reale interesse.

Ciò che è certo e empirico è l’insufficenza funzionale e di spazio dell’attuale sede e di conseguenza la necessità, sempre più pressante, di una nuova sede o adirittura della dicotomia dei servizi tra un’idea di public library in un edificio nuovo e la funzione di tutela e raccolta del patrimonio storico e di pregio in un edificio prestigioso. 
 

b. Il fondo dei 15mila 

Tristemente denominato fondo dei 15mila, è una raccolta di 700 metri lineari composta da volumi di vario genere – di provenienza perlopiù conventuale – e di varie epoche – ‘500, ‘600, ‘700, ‘800 – dotato solo di alcune tracce inventariali.

Il fondo presenta le tracce di incuria e degrado frutto anche del periodo sinistro della seconda guerra mondiale ed è ammassato senza criterio ai 2 livelli interrati.

Interventi casuali ne hanno fatto emergere testi di indiscutibile pregio e rarità.

Si prospetta a breve un intervento di recupero del fondo a partire da operazioni di: riaccorpamento fisico, riordinamento, battitura e spolveratura, disinfestazione, riscontro inventariale, inventariazione, catalogazione, collocazione visibile al pubblico.

In concomitanza con ciò, esiste anche l’intenzione di attivare un laboratorio permanente per il restauro del libro antico, visibile al pubblico. 
 

c. Le Cinquecentine. 

Allorché la biblioteca fu riallestita nell’attuale sede, gli esemplari delle edizioni italiane e straniere del cinquecento, furono tolti alle raccolte delle provenienze spettanti , e disposte in un’unica sala su scaffalatura metallica. Con l’andare del tempo la sala ha rilevato forti infiltrazioni di umidità alle pareti e condizioni di microclima inidonei. Si rende necessario vuotare il locale, trovare alle 3000 cinquecentine un’altra sede di raccolta che le renda visibili al pubblico, intervenire sulle strutture murarie dell’attuale sede, destinandola ad altri scopi, catalogare in SEBINA libro antico anche le straniere, effettuare alcuni interventi di restauro conservativo e di fissaggio di legature. 
 

d. Riqualificazione dell’ Emeroteca e strumentazione tecnologica. 

La Benincasa dispone della raccolta di testate quotidiane più consistente della regione. Ad essa si affianca, interamente acquisita in digitale, una rassegna tematica delle cronache locali della stampa quotidiana dal 1945 ad oggi. Si avverte l’assoluta necessità che tale preziosa fonte documentale venga resa disponibile tramite una adeguata dotazione di PC in rete a favore dell’utenza.

Si prospetta la possibilità di esternare il servizio in una sede ad oc posizionata in una zona più favorevole alla frequentazione.

Attualmente gli utenti hanno a disposizione per ricerche bibliografico su OPAC un’unica postazione elettronica, è quindi urgente l’acquisizione di nuove strumentazioni tecnologiche. 
 

e.  La Biblioteca dei Ragazzi 

E’ attiva all’interno della sede centrale fin dalla sua istituzione, ha raggiunto un orario a tempo pieno solo a metà degli anni novanta e ne è stato reso più agevole l’accesso solo a partire dal 2001.

L’offerta didattica proposta è apprezzata da tutto il circuito scolastico di base, la frequentazione da parte delle scolaresche della rete comunale è pressoché quotidiano, ciò comporta un intensivo sfruttamento delle risorse e degli spazi che dovrebbe indurre ad un potenziamento e ad un ampliamento delle risorse e delle infrastrutture già in essere.

E’ collocata in un mezzanino che necessita di prove di carico e di ripavimentazione.

Si mette in evidenza l’ulteriore sviluppo dell’arredo ergonomico più consono ad ospitare le esigenze del piccolo pubblico.

Non dispiacerebbe poi un ulteriore sviluppo dei servizi tecnologici e multimediali – audio, video, ecc.

In attigui locali da ristrutturare, si potrebbero trovare le condizioni minime per una gestione sufficiente del servizio.

La migliore soluzione – anche in prospettiva dell’ipotesi di una struttura separata per la biblioteca di attualità – sarebbe quella della ricollocazione ex novo.

Nonostante ci siano condizioni di osmosi fra la biblioteca dei ragazzi e quella degli adulti, va del tutto sviluppata l’integrazione dei rapporti tra le due strutture. 
 

f.  La Biblionastroteca 

Il servizio è stato attivato nel 1992, ha una sua propria cabina di registrazione insonorizzata, ed è dotato di un bacino di utenza di portata sovracomunale: di fatto è forse per patrimonio una delle strutture più grosse della Regione, anche considerando la vicinanza strategica del primo museo italiano per non vedenti e ipovedenti – Museo Tattile Omero.

I limiti della struttura consistono in una scarsa dotazione finanziaria e di personale.

Ma occorre anche urgentemente intervenire sul patrimonio, in quanto costituito per la quasi totalità di audiocassette su nastro; si renderebbe necessario esaminare la qualità della persistenza dei supporti, operare degli scarti e riversare il patrimonio ritenuto utile su supporto CD-Rom o MP3. 
 

g.   Il riallineamento qualitativo. 

Nel complesso la strumentazione in dotazione, pur essendo servita ad un esercizio modesto ma dignitoso è da ritenersi artigianale rispetto a quella di strutture regionali deputate al medesimo scopo; è mancato in Ancona l’esercizio di una volontà di potenziamento e di rinnovo dei servizi, sia per gli utenti più giovani sia per gli adulti. La linea della biblioteca va portata il prima possibile al passo con gli standard qualitativi e di fruibilità europei.

Le maggiore necessità sono costituite da:

  • Arredo nuovo con caratteristiche di ergonomicità e sicurezza
  • Potenziamento e riallestimento di una struttura generalizzata a scaffalatura aperta per permettere all’utenza di muoversi autonomamente, e senza doversi interfacciarsi subito con il personale del catalogo.
  • Rendere visibile il fondo storico;
  • Elaborare un progetto di adeguata segnaletica stante il fatto dei diversi livelli verticali di sviluppo e i diversi accessi;
  • Elaborare una strategia di uniformazione di tutti i servizi e i criteri biblioteconomici sul territorio.
  • Elaborare una grafica a favore della visibilità e di richiamo per la struttura inclusi il rifacimento del logo, l’attivazione di una newsletter elettronica, il potenziamento del sito internet della biblioteca;

h.   Le decentrate. 

Il comune di Ancona ha attivate due sezioni di decentrate, e quasi per ogni quartiere un centro di lettura gestito a vario titolo e con orari stravaganti, rivolti ad un pubblico di studenti e di pensionati, tuttavia non si dispone di una vera e propria rete di decentrate, cosa che, considerando la difficile morfologia e la superficie abnorme della città contemporanea, sarebbe molto indicato sviluppare sincronicamente ad un polo bibliografico unico – OPAC comunale.

Vicende gestionali, legate a questioni del personale, fanno sì che le due strutture decentrate pertinenti al servizio biblioteche operino in condizioni di scoordinamento: la più recente, pur disponendo di poco spazio utile agli incrementi, sviluppa una politica degli acquisti ed è in rete, la più vecchia di origine, oltre ad non essere dotata di personale organico, non ha risorse finanziarie proprie, non è informatizzata, necessita oltretutto di opera complessiva di revisione delle proprie raccolte. 
 

i.   Eventi.

La biblioteca Benincasa, in quanto ente culturale, attiva ogni anno alcuni eventi di rilevo e di importanza, nonostante essi passino pressoché inosservati al grande pubblico.

Tra questi, c’è l’iniziativa, forse tra le più precoci del territorio nazionale, di portare il servizio prestito in spiaggia per il periodo di Luglio. L’iniziativa, denominata Libri da Mare, è attiva dal 1995 e ogni hanno ha visto, oltre al pubblico di affezionati, un ulteriore incremento dei prestiti al quale spesso si accompagnano delle richieste di reference. Verrebbe da dire che ciò basterebbe a giustificare un potenziamento e una stabilizzazione strutturale. 







March 04

BIBLIOTECA COMUNALE: VANTO O VERGOGNA?

La Biblioteca Comunale Benincasa vive una situazione di crisi e degrado.

Una biblioteca in salute avrebbe due ruoli principali da perseguire: la fruizione e la conservazione del suo patrimonio librario. Attualmente la Biblioteca Benincasa svolge invece queste due funzioni in maniera discontinua e insufficiente e le cause di ciò sono molteplici.

Sul versante della fruibilità, si rilevano la decurtazione del 50% dei posti studio da oltre due anni, notevoli problemi di mobilità per diversamente abili causati delle barriere architettoniche e dell'assoluta mancanza di idonea segnaletica, la carenza di personale, l'interdizione della consultazione in loco dei cataloghi elettronici OPAC da oltre 6 mesi, e l'assenza di un sito internet.

Riguardo alla conservazione, del resto la situazione non può dirsi purtroppo migliore, dato che la tutela dei fondi antichi è inefficace ed inadeguata alla mole del ricco patrimonio librario: se per i volumi più rari - quelli del fondo rarissimi marchigiani - sono infatti assicurati gli standard minimi di tutela, per alcuni fondi antichi, tra i quali quello dei libri del sec. XVI, muffe e umidità ne minano l'incolumità.

A peggiorare notevolmente il quadro c'è la nefasta prospettiva di vedere la direzione vacante per un periodo indefinito, dato che l'attuale Direttore sta concludendo il proprio mandato e l'Amministrazione non ne ha ancora formalizzato l'avvicendamento.

Ancona, che mai come oggi ambisce a dimostrare di meritarsi il suo ruolo di capoluogo delle Marche, non può allora permettersi di lasciare allo sbando il patrimonio ormai plurisecolare della propria Biblioteca Comunale, che oltre a dar lustro alla città, vanta una collezione di rilievo regionale.

Il Coordinamento chiede pertanto all'Amministrazione Comunale di assumersi pubblicamente un impegno preciso al fine di risolvere questa situazione indecorosa e di assicurare un'adeguata copertura finanziaria per portarlo a termine. 
 

Coordinamento delle Associazioni per la Tutela del Patrimonio e per l'Ambiente

February 18

OPERAZIONE PIAZZA CAPPELLI PULITA!

Si è svolta ieri la quarta giornata “Operazione Piazza Pulita”, organizzata da Conoscere per Partecipare – Ancona e dalla I Circoscrizione, con l’apporto di Anconambiente per il materiale.

Dopo piazza Diaz, Lungomare Vanvitelli-Nautico e piazza Pertini, questa volta l’operazione di pulizia si è svolta in Piazza Cappelli, zona che, pur essendo in pieno centro, è ancora abbastanza degradata.

Durante l’operazione sono stati esposti i cartelli della campagna promossa dal Comune “Ancona è casa tua, lo faresti?”, cartelli dove, con immagini scioccanti, si cerca di sensibilizzare la cittadinanza per una città più pulita e decorosa.

Hanno partecipato, per la Circoscrizione il presidente, Fiorello Gramillano ed i consiglieri Susanna Dini e Daniele Costantino; per l’associazione: il portavoce Giancarlo del Guerra, e gli associati Lucia Trucchia, Fabrizio Berni, Renzo Evangelista, Emilio Mariani, Paolo Mariani, Paolo Forotti.

Ha anche partecipato, spazzando per un paio d’ore e senza segnali di cedimento, Ivo Mariani, 88 anni portati benissimo: cosi si dimostra che l’attenzione a pulizia e decoro, oltre che fare bene a tutti, fa vivere più a lungo e meglio!

 

OPERAZIONE PIAZZA PULITA: CON NOI SCOPI FINO A 90 ANNI!

 

La prossima volta forse ci spostiamo al Piano…rimanete sintonizzati!

 

February 16

OPERAZIONE PIAZZA CAPPELLI PULITA!

Nell'ambito della campagna "Ancona è casa tua" domenica 17 febbraio 2008, dalle ore 10,  la 1^ circoscrizone e l'associazione Conoscere per Partecipare - Ancona, organizzano la pulizia straordinaria nella zona di Piazza Cappelli

Arrivata alla quarta giornata, "l'operazione Piazza Pulita", organizzata dalla 1^ circoscrizione e dall'associazione "Conoscere per Partecipare, quest'anno si sposta nella zona di Piazza Cappelli.  
 
Sarà effettuata la pulizia straordinaria dell'area da parte degli iscritti dell'Associazione, dai Consiglieri della 1^ circoscrizione e da tutti coloro che vogliono partecipare.  
L'iniziativa si pone l'obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sulla necessità di tenere pulita la città, confermata dalla recente campagna di comunicazione "Ancona è casa tua

February 14

IL RECUPERO CHE VORREMMO PER PIAZZA CAVOUR

 

In linea di massima ci sembra che il progetto presentato dall’Amministrazione rispetti le caratteristiche storico-architettoniche della piazza/giardino ottocentesca, ma riteniamo opportune alcune precisazioni.

Suggeriremmo intanto di riflettere bene sulla scelta di mettere  gli alberi intorno alla statua di Cavour. Seppure la visuale da mare a mare restasse libera, ci sembra che un gruppo di alberi inciderebbe negativamente sull’imponenza e la centralità della statua.

Anche sulla galleria in ferro e vetro nutriamo qualche dubbio in quanto, oltreché di notevole impatto visivo e probabilmente futuro bersaglio di vandalismi di ogni genere, costituirebbe un ostacolo alla circolazione pedonale, limitando fortemente la fruizione delle aiuole verso piazza XXIV Maggio, oggi già ingiustamente marginalizzate.

La galleria, ancorché elegante, non ci sembra peraltro essenziale neanche per l’attività di vendita dei libri, già tradizionalmente presente nella piazza e da sempre condotta utilizzando strutture mobili. Di queste ultime, invece, auspichiamo una sistemazione esteticamente decorosa e consona alla Piazza.

Per quanto concerne la pavimentazione, siamo convinti che si debba assolutamente insistere sul mantenimento del ghiaino, per motivi di continuità storica e di maggior permeabilità. Riteniamo utile l’eventuale utilizzo di ghiaino lavato, e consideriamo fondamentale la regolarità della manutenzione dello stesso assieme a quella del verde circostante.

Chiediamo poi che venga effettuato un attento recupero degli arredi, mantenendo tutti gli originali attualmente presenti ed aggiungendo nuove unità esteticamente compatibili con l’esistente.

Un particolare riferimento va all’importanza di mantenere le storiche panchine in marmo e in ghisa, come del resto già previsto dal progetto.

In conclusione, ci sembra essenziale la conferma della primigena funzione di Piazza Cavour: una piazza-giardino, luogo di incontro, passeggio e sosta, nel tempo divenuta anche parte della passeggiata da mare a mare che si estende lungo Corso Garibaldi e il Viale.

Siamo invece contrari a tutti gli altri utilizzi impropri nel tempo attribuiti, che hanno decisamente contribuito al degrado dell’immagine della Piazza, nonché a quello fisico delle strutture e degli arredi. Per certi tipi di manifestazioni ed eventi esistono infatti nella città di Ancona spazi più consoni, sia in centro, sia nella vicina periferia.

Avanziamo infine la proposta di recuperare le fondamenta ed i resti dell’ottocentesca Porta Cavour e delle adiacenti mura di cinta, evidenzandone in modo appropriato strutture e connotati, riportando così in primo piano un evento urbanistico strettamente collegato a rilevanti fatti storici ed imprimendo una spinta alla fruizione delle aiuole verso Piazza XXIV Maggio, dove giace dimenticato, fra l’altro, anche il busto di Luigi Albertini. 

Coordinamento delle Associazioni per la Tutela del Patrimonio e per l’Ambiente

January 14

OPERAZIONE MOSAICI APERTI: 230 VISITATORI!

Un simile risultato non ce lo aspettavamo: 230 persone hanno visitato Santa Maria della Piazza e i suoi mosaici Paleocristiani; in circa tre ore di apertura - dalle 9 alle 12 - sono stati formati circa 20 gruppi…e noi volontari di Conoscere per Partecipare – Ancona eravamo solo in 13…numero fortunato è proprio il caso di dire!

 Visitatori arrivati non solo da Ancona, ma anche da Falconara, Montecarotto, Jesi, Bologna e Pisa, a testimoniare l’affetto e l’interesse per questa nostra città.

 La prima visitatrice è giunta alle 9 meno 10 e pazientemente ha aspettato che si formasse il primo gruppo di visita, ma non è stato un comportamento anomalo e isolato: in tutta la mattinata le persone venute a trovarci hanno dimostrato grande serietà, educazione e compostezza, anche di fronte ad attese di oltre 30 minuti.

 Il ringraziamento più grande va proprio a loro: al pubblico che con una partecipazione sana e rispettosa ha contribuito al pieno successo della nostra iniziativa.

 L’apertura eccezionale dei mosaici, non visitabili da molto tempo, è avvenuta grazie alla disponibilità di Don Alberto Pianosi, al quale va il nostro più sentito ringraziamento.

 Che emozione ascoltare dal vivo la storia di Santa Maria della Piazza e le spiegazioni dei lavori di restauro dalla viva voce della dottoressa Luisa Polichetti: siamo convinti che la sua presenza ha donato all’iniziativa un tocco di irripetibile lucentezza: grazie sentitamente anche a Lei!

 E poi grazie alla Protezione Civile per averci aiutato nella logistica prestandoci quei caschi gialli  che hanno dato un tono assai “avventuroso” alle visite…

 …E ora che cosa resta da dire? Bé il nostro pubblico ci ha chiesto un bis…chissà che non si riesca presto a riaprirlo questo Libro di Pietra che è Santa Maria della Piazza...

 Rimanete sintonizzati.

January 11

OPERAZIONE MOSAICI APERTI: SANTA MARIA DELLA PIAZZA E LA SUA STORIA

VI ASPETTIAMO DOMENICA 13 GENNAIO DALLE ORE 9 ALLE ORE 12 PER LE VISITE GUIDATE AI MOSAICI PALEOCRISTIANI DI SANTA MARIA DELLA PIAZZA.


A cura dell'architetto Francesca Benigni

L’area su cui sorge l’attuale Santa Maria della Piazza anticamente doveva essere una zona paludosa – da cui il nome Santa Maria del Canneto -, che  rimase abbandonata per circa 2 secoli, poiché situata fuori le mura e quindi alla mercé dei nemici.

In tale stato rimase appunto sino all’XI e XII sec. d.C., quando per garantire la sicurezza da sbarchi saraceni furono costruite delle torri lungo il litorale e una di queste divenne il campanile della chiesa, il quale, a dimostrare quanto sopra affermato, conserva ancora oggi le feritoie che permettevano la sorveglianza.

La chiesa pertanto sarebbe stata ricavata da resti di un punto fortificato composto dalla menzionata torre e da un recinto: le sue fondazioni, di tipo a pozzo, in un terreno in un certo senso costipato, anche se in presenza di macerie testimoniano che il periodo intercorso tra una costruzione e l’altra non fu breve.

Fin dall’origine la chiesa ebbe tre navate, ma di altezza inferiore a quelle oggi visibili e non denunciate all’esterno perché celate dalla facciata a capanna: questa, secondo Vincenzo Pirani era in pietra faccia a vista e scandita da contrafforti, con al centro il portale arricchito dalle sculture di  Mastro Leonardo, al quale si potrebbe assegnare la paternità della fabbrica.

Non era presente una cripta  in quanto non doveva contenere le spoglie di un Santo.

Gli archi ogivali sono dovuti a rimaneggiamenti di periodo gotico durante il quale la chiesa subì un allungamento con l’aggiunta di un transetto e di un’abside. Questo lavoro, che porta la data del 12 Aprile 1223,  attribuito da Vincenzo Pirani a Mastro Filippo, gode di un  benefattore: Andrea da Eristopoli, sulla cui lapide situata in un pilastro a lato dell’abside venne incisa la data di inizio dei lavori “hoc opus inceptu(m)/ fuit sub  annis domini/MCCXXIII indicio/ne XI die XII m(ensis) april(i)s”.

La sopraelevazione della pavimentazione grazie alla quale la chiesa assunse l’attuale configurazione è successiva e potrebbe portare la medesima data dell’allungamento della Chiesa (1223).

Quanto afferma il Pirani è ancor oggi visibile: si tratta di un coronamento ad archetti che è presente sulla navata sinistra e la traccia della fascia a lesene che indicava la quota del colmo del tetto.

Nel 1210 Mastro Filippo lavorò alla facciata eseguendo quattro ordini di arcatelle cieche; il motivo che portò alla decorazione del portale è probabilmente dovuto al fatto che si voleva qualificare l’area antistante la Chiesa in quanto luogo deputato per la cerimonia  dell’insediamento del Podestà eletto; cerimonia che si ripeteva ogni sei mesi.

Afferma il Pirani che il rito dell’investitura del podestà, avveniva davanti alla chiesa, stando tutti a cavallo.

La presenza del mercato settimanale cambierà il nome alla Chiesa che venne rinominata Santa Maria del Mercato perdendo così quello di Santa Maria del Canneto. Questo titolo le rimase sino alla fine del ‘4OO quando anche il mercato venne trasferito altrove.

La facciata – in pietra bianca del Conero - è suddivisa in tre zone separate da cornici orizzontali scolpite; la prima cornice corre all’altezza della lunetta del portale ed è ricca di animali reali e fantastici, tra cui uccelli, glifi, tori alati e sirene.

La seconda modanatura a racemi vegetali delimita il primo ordine della facciata e prosegue lungo gli spioventi delle navate laterali, riproponendo bestie alate: tori, glifi e leoni.

La parte superiore è rivestita da lastre di marmo chiuse tra loggette cieche; il tutto impreziosito da rilievi fogliati.

Alcune di queste lastre marmoree sono di riutilizzo:centro di questa troviamo due leopardi – o leoni -  che rappresenterebbero l’antico stemma  del Comune di Ancona.

La parte inferiore della facciata è in conci di pietra ed è scandita da colonne e semicolonne.

Nel prospetto si notano marmi incastrati, come la figura dell’0rante, di plastica bizantina appartenete al XII sec

“I soggetti dei bassorilievi hanno sia motivi geometrici che animali o vegetali, di impostazione bizantina: come il pavone, la Vergine orante al centro della facciata e la Protome d’Angelo, collocata alla sua sinistra come a costituire il gruppo della Annunciazione.”1

Il portale è formato da quattro strombi; più internamente ritroviamo le colonnine anellate presenti già in facciata: c’è la cornice a palmette e un fregio a girali vegetali. Internamente tra i rami sono presenti minuscole figure di leoni, pavoni guerrieri e anche un insolito elefante.

Sull’architrave del portale d’ingresso è  ancora leggibile questa iscrizione sebbene la pietra sia rovinata “Ad matrem Christi que templo presidet isti / qui legis ingredere (v)enia(m) q(ue) precando merere/ cum bis centenus (cl)ausisset tempora denus /annus millenus (f)loreret I(nnocentius) papa serenus/ imperiiq(ue) decus p(ri)nceps otto sumeret equus / hec Philippe pie decorasti templa Marie”. La traduzione dovuta al Pirani è la seguente: Alla Madre di Cristo cui è dedicato questo tempio / tu che leggi entra e meritati il perdono con la preghiera / Quando si concluse il tempo due volte centenario e decimo / dell’anno Millenario, vivendo serenamente papa Innocenzo / ed avendo l’impero il giusto principe Ottone, (tu) o pio Filippo, abbellisti questo tempio di Maria.

Come si può notare non è presente la data  1210, ma tutti gli studiosi sono d’accordo  nel datarla così, poiché il papa Innocenzo III pontificò dal 1198 al 1216, mentre Ottone III regnò dal 1209 al 1218 e fu da questi scomunicato proprio nel 1210 dopo una serie di contrasti.

Una seconda iscrizione la troviamo sul listello della mensola e recita così “sculpit P(h)lipp(us) q(ui) (h)u(i)us operis fu(it) magister ope / p(er)fec.../ te(mpore) I(nnocenti) p(apae ? ) m (aximi) / B(e)n(edictio) D(omini) / s(uper) a(nimam) s(uam).  Il tutto è di difficile lettura per lo stato di cattivo mantenimento della pietra.

Nel trascorrere dei secoli la torre di avvistamento già citata all’inizio, si era trasformata in torre campanaria; ed è proprio questa che tra la notte del 22 e 23 dicembre del 1690, a seguito di un sisma, crollò, investendo la  parte superiore della facciata.

Si può ancor oggi notare la ricostruzione – curata dall’architetto Daretti - della cornice superiore, dove ci sono i due leoni; infatti è possibile vedere la sua ricomposizione mediante integrazioni con pezzi non originali.

La ricostruzione della parte travolta dal campanile e il campanile stesso, avvenne mediante l’uso di mattoni  che sono nettamente discordanti con la bianca pietra del Conero della parte sottostante; inoltre il probabile rosone venne sostituito con una finestra rettangolare.

Foto a cura di RenzOzneR.

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